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Enea Pandolfi
L'INTERVENTO DEL SINDACO DI CODIGORO
ENEA PANDOLFI

 

E' un giorno lieto per Codigoro.

Onoriamo un grande scrittore italiano, un uomo grande della nostra amata Italia.

Un grande scrittore che bene ha narrato il travaglio della comunità israelitica di Ferrara.
Dobbiamo ricordare, anche in questo giorno di letizia, il travaglio che il martoriato popolo israeliano assieme al popolo palestinese sta vivendo.

Il conflitto mediorientale, che è così vicino a noi, che tanto appartiene alle radici della nostra civiltà, ci preoccupa molto.

Auguriamoci che israeliani e palestinesi sappiano percorrere il sentiero della pace e della convivenza, auguriamoci che finisca questa guerra insensata che causa tante vittime, auguriamoci che i protagonisti non siano i carri armati o giovani votati alla morte, ma che ritorni in campo il dialogo, si riprenda l'attività della politica la sola che può salvarci da esiti funesti per tutta l'umanità.

Onoriamo e ricordiamo, a due anni dalla morte, un grande scrittore che appartiene alla storia della letteratura italiana.
E' con particolare emozione che ho visti i libri di Giorgio Bassani in cui compaiono le dediche autografe di grandi scrittori del novecento, libri che fra poco vedrete nello studio che abbiamo allestito, libri che collocano nel nostro Palazzo del Vescovo un pezzo della storia della letteratura italiana.
Un grande scrittore che appartiene alla storia dell'umanità.
Per questo non mi appassiona la polemica che si è accesa sulla decisione di Paola ed Enrico Bassani di affidare la sede della Fondazione al Palazzo del Vescovo in Codigoro, affacciato su quel Po di Volano, in quelle nebbie, in quei paesaggi così splendidamente descritti nell' Airone.
Dopo il tempo della polemica che non produce è giunto il tempo di costruire.
E' tempo di fare.

Onoriamo un grande uomo del nostro paese.
Un antifascista.
Un uomo impegnato nella politica che fra i padri della patria: Ugo la Malfa, Spadolini, Meccanico contribuirono alla ricostruzione dell' Italia dopo i giorni funesti della guerra.
Il presidente della Rai - Tv
Fondatore e presidente di Italia Nostra

Un anno dopo la felice decisione, ringraziamo l'amministrazione di allora e soprattutto il sindaco Davide Cardini di intitolare -nell'aprile dello scorso anno- la Biblioteca Comunale di Codigoro allo scrittore ferrarese Giorgio Bassani, per l'indiscusso riconoscimento del valore letterario della sua opera (ma anche per l'interesse che egli ha dimostrato per l'ambiente e per il territorio codigorese e del delta che descrive nel suo ultimo romanzo L'Airone), siamo in questi giorni, a inaugurare la nascita della Fondazione "Giorgio Bassani" e ad aprire il suo studio e la sua biblioteca privata, idealmente ricostruita nella prestigiosa sede del Palazzo del Vescovo di Codigoro affacciato sul Po di Volano, il fiume che unisce la città del Giardino dei Finzi-Contini a quella de L'Airone.

La nascita della Fondazione, fortemente voluta dai famigliari ed in particolare dalla tenacia di Paola ed Enrico Bassani, il cui consiglio ha tenuto ieri la sua seconda riunione in Roma cooptando al suo interno autorevoli personaggi e definendo la struttura del Comitato Scientifico internazionale con la presenza di qualificatissimi studiosi del mondo dell'arte e della cultura, non è avvenuta per caso.

Il giorno dell'intitolazione della nostra biblioteca questo Comune e l'Università di Ferrara nella persona del suo magnifico rettore, il prof. Francesco Conconi, si impegnarono ad istituire un assegno di ricerca su Bassani dal titolo: Giorgio Bassani e la tradizione letteraria" finalizzato tra l'altro alla costituzione di una sezione specializzata della biblioteca di Codigoro.
L'assegno di ricerca, biennale, istituito con il contributo finanziario del Comune di Codigoro, è stato assegnato nel luglio dello scorso anno alla Dott.ssa Micaela Rinaldi, vincitrice del concorso.

Il 26 ottobre del 2001 un altro appuntamento Bassaniano si è svolto a Codigoro, nel corso del quale si sono sviluppati i temi della ricerca sullo scrittore grazie al Prof. Walter Moretti dell'Università di Ferrara e alla Dott.ssa Rinaldi già attivamente impegnata nella ricognizione esaustiva dei testi dell'autore, nelle edizioni originali e nelle traduzioni straniere e della relativa critica prodotta in Italia e all'estero.
A dimostrazione del largo interesse che l'iniziativa del Comune di Codigoro ha sviluppato attorno alla figura di Bassani, in quella occasione fu annunciata anche l'avvio di una importante ricerca presso le scuole superiori codigoresi qui rappresentate dal prof. Serafini, di prossima pubblicazione, dedicata a Bassani.

Ora inauguriamo la nascita della Fondazione -che sicuramente non intende essere un "museo" ma un centro vivo di cultura e di progettualità- presso la sede della biblioteca comunale di Codigoro nel trentennale della sua istituzione, con lo studio dello scrittore idealmente ricostruito nel palazzo che fu, nel corso dei secoli, sede civile della Signoria Abbaziale di Pomposa, del Preposito Cardinale Estense di Modena, dei Conti Cestari di Chioggia e del Vescovo di Pomposa-Comacchio.

La biblioteca privata di Bassani, fatta pervenire a Codigoro dai figli che qui ringrazio a nome di tutta l'amministrazione comunale è oggi oggetto di ordinamento e di studio da parte della Dott.ssa Rinaldi al fine di condurre la sua importante ricerca che, sicuramente, visto la documentazione pervenuta (e quella che, confidiamo, arriverà presto), non mancherà di riservare interesse e sorprese sotto il profilo storico e letterario.

A coronamento di tutto questo si sta avviando la creazione di una sezione specialistica dedicata a Bassani della nostra biblioteca comunale, onde offrire al lettore, allo studioso, al ricercatore tutto quanto è stato pubblicato da Bassani e su Bassani, recependo man mano tutti i contributi che arriveranno anche in futuro ad iniziare da quelli che il prof. Moretti e il Prof. Roveri presenteranno tra poco. Tutto questo materiale potrà presto essere reperito anche attraverso le nuove tecnologie informatiche, nell'apposito sito bassaniano che l'amministrazione comunale sta approntando.

A conclusione di questo mio breve saluto permettetemi di citare brevemente alcuni brani, per me oltremodo significativi, de L'Airone: "Oltrepassata la via trasversale che a sinistra portava al camposanto, e a destra, di là dal ponte di ferro, si immetteva nella vecchia strada provinciale che andava a finire a Migliaro, a Migliarino, e di qui a scelta, sia a Ferrara sia a Lagosanto e Comacchio, si trovò di colpo a ridosso di un edificio isolato. Si fermò una seconda volta. In tanti anni, strano che non lo avesse mai osservato con sufficiente attenzione. Si trattava di un antico palazzotto signorile dall'aria veneta: di una genere che appena di là dal Po, nel basso Polesine, diventava subito piuttosto comune. Con quella bella facciata a due piani, così armoniosa e simpatica, che dava sul canale, dunque verso mezzogiorno, con la possibilità, dato lo spazio a disposizione, di piantarci attorno degli alberi, questa sì -pensava- sarebbe stata una casa da comperare, da comperare per venirci a vivere!

Attraversò la strada per esaminare l'edificio più da vicino. Ma quando si fu reso ben conto dello stato di abbandono in cui versava, il portone a pianterreno rimpiazzato da assi inchiodate alla meglio, le finestre senza vetri e senza persiane, il tetto mezzo sfondato… subito ne venne respinto. Immaginava scoraggiato l'interno, la desolazione delle stanze vuote… la nera bocca sgangherata del grande camino al piano nobile, da cui nei giorni di bufera chissà che raffiche di vento si rovesciavano a spazzare da un capo all'altro il salone di rappresentanza… e la polvere, le ragnatele, l'odore, le tenebre. No. Per ridare vita a un simile cadavere ci sarebbe stato bisogno di troppa forza: in ogni senso."

Sì, questo edificio che oggi ci ospita era veramente, cinquant'anni or sono, nelle desolanti condizioni in cui lo descriveva Bassani. Sicuramente però quello dello scrittore era anche un auspicio e un augurio che quella forza, necessaria per ridare vita al Palazzo del Vescovo, non sarebbe alla fine mancata. Infatti, negli anni 1976-78 ci fu il restauro a cura della Amministrazione Comunale e la sua destinazione a Biblioteca e Centro Culturale che ha brillantemente funzionato fino ad oggi e adesso, proprio grazie a Bassani, una rinnovata forza ci indica nuovi ambiziosi ed entusiasmanti traguardi da raggiungere.
Di tutto questo dobbiamo ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto fin dall'inizio in quest'opera di recupero della memoria letteraria e storica incarnata da Bassani, dalla sua figura e dalla sua opera:
Prefetto Dott. Luciano Mauriello Prefetto di Ferrara
Prof. Francesco Conconi Magnifico Rettore della Università di Ferrara
Dott. Giorgio Dall'Acqua Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Ferrara
Dott. Alfredo Santini Presidente Carife
Dott. Lenzi Presidente Fondazione Carife
Avv. Guzzinati consigliere della Fondazione Carife
Prof. Walter Moretti, Prof. Alessandro Roveri della Università di Ferrara
Prof. Alfonso Serafini dirigente del polo scolastico di Codigoro
Dott. Luciano Caro Rabbino della Comunità Ebraica Ferrarese
Dottoressa Rita Cinti Luciani Assessore alla Cultura dell'Amministrazione Provinciale
Bertarelli Maria Carla assessore alla cultura del Comune di Codigoro
Dott.ssa Micaela Rinaldi per il prezioso lavoro di riordino in così breve tempo
Dott.ssa Adriana Sabato dirigente della Prefettura di Ferrara per il contributo dato nel riconoscimento della Fondazione Bassani

al mondo della scuola e della cultura ferrarese e codigorese,
e infine, con particolare affetto, ai figli Paola e Enrico e alla Signora Valeria.

13/04/2002
Enea Pandolfi

 

Comune di Codigoro - Biblioteca "G. Bassani" e Servizio Sistemi Informativi