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L'intervento del Prof. Georges Guntert alla tavola rotonda

 

Innanzitutto ringrazio le autorità di Codigoro, presenti nella persona del sindaco, per avermi dato la possibilità di intervenire in questo convegno, in cui si è parlato molto dell'uomo Bassani; mi sembra giusto e necessario che in una giornata commemorativa si parli di tutti gli aspetti della vita dello scrittore ferrarese, dei luoghi da lui visitati, dei personaggi che ha conosciuto e che poi, in qualche modo, sono entrati nei suoi libri.
Senza anticipare eccessivamente la conferenza che terrò domani a Ferrara, nell'Aula Magna dell'Università, vorrei parlare meno dell'uomo Bassani, pur avendolo conosciuto personalmente e ascoltato a Zurigo in una pubblica conferenza, e riflettere più sulla sua opera.
Mi è piaciuto molto ciò che ha detto Paola Bassani poco fa, quando raccontava del suo primo contatto con il romanzo L'Airone e delle sue difficoltà ad apprezzare o a trarre piacere dalla lettura del testo,dal momento che identificava Limentani con suo padre , l'autore; ebbene un personaggio non è mai da identificarsi con il suo autore, anzi io insisterei sulla distanza tra Bassani e i suoi romanzi. Bassani lavora per così dire a due livelli : il livello della narrazione persuasiva e quello della narrazione talvolta anche patetica, della narrazione che trasmette il sentire del personaggio. Se il racconto è in terza persona la narrazione di solito è focalizzata sul sentire del personaggio: ecco perché L'Airone non è narrato da Limentani , ma è Limentani che gli dà il tono. Il Pathos narrativo è tutto focalizzato sulla coscienza di questo anziano proprietario che non si sente più a suo agio nel clima del dopoguerra. Quindi, se abbiamo una narrazione in terza persona, è importante che il personaggio protagonista trasmetta al lettore il suo sentire e la sua coscienza. Se invece abbiamo una narrazione in prima persona , è l' "io poetico" che ci deve guidare certamente nella comprensione, ma bisogna distinguere tra l'Io della narrazione e quello dello scrittore. Per esempio nel caso degli Occhiali d'oro, Bassani stesso in un'intervista ha affermato :" io non sono io ", perché se teniamo conto dell'ironia e della distanza che c'è fra esistenza e opera , fra tempo storico e tempo dell'opera , se rispettiamo questa distanza come voleva Bassani, non possiamo identificare senz'altro un'io testuale con l'io reale .Ma forse, a chiarimento di quanto affermato e in aggiunta alle parole pronunciate dallo scrittore ferrarese, posso leggere una breve citazione a proposito della passeggiata prima di cena. Bassani scrive nel 1971 :" Avevo capito che una narrazione perché riesca davvero significante e poetica deve apparire interessata a catturarsi il lettore , ma saper essere al tempo stesso gioco, puro gioco, astratta geometria di volumi e di spazi". Ecco esplicati i due livelli narrativi sopra indicati: la narrazione che deve coinvolgere il lettore, che deve fargli sentire che nel testo c'è un essere vivo , e quell'altra che guarda il testo come oggetto estetico come una realtà per così dire oggettivata. Questo sguardo distante è spesso inscritto nei testi di Bassani, e che lo scrittore ferrarese avesse ben in mente questo distacco lo provano oltre alle sue stesse parole, certamente i suoi testi critici. Ne è una eloquente prova ciò che Bassani dice dei romanzi e racconti brevi di Thomas Mann. Dunque cito da una recensione intitolata Mann e il mago, scritta nel 1945 tre anni prima che venisse abbozzata La passeggiata prima di cena: "Al centro di molti romanzi brevi di Thomas Mann - e nei romanzi brevi, più che in quelli lunghi, sta il meglio della sua arte -, sarebbe fin troppo facile isolare un'occasione autobiografica. Il grande Aschembach, storico e romanziere di fama mondiale che a un tratto, cedendo al richiamo del sud come ad un vizio segreto, brucia la propria vita in una relazione peccaminosa; il prof. Cornelius, che passa distratto, assorto com'è negli studi prediletti in mezzo al disordine e al dolore di un dopoguerra , disordine e dolore di cui si accorge soltanto quando turbano precocemente la sua bambina, Tonio Kroeger l'artista giovane, combattuto tra una vocazione di solitudine e dolore, connessa inesorabilmente con l'esercizio dell'Arte, e la tentazione della felicità che si identifica con la paga mediocrità della calda vita borghese, grata d'affetti e di memorie; lo scrittore legato al suo tavolo da lavoro mentre la vita dei sensi e degli impulsi fermenta, a pochi passi dal lui, nel desiderio di moto e di avventure del suo cane non rassegnato alla catena; in questi ed in altri protagonisti del romanzo di Mann c'è più di un motivo che fa' pensare all'uomo Mann, al suo privato destino di intellettuale deluso e insidiato.
Ma c'è evidentemente di più, c'è la poesia di Mann: perché l'autoritratto che si compiace unicamente di se stesso, di una cronaca e di un modello felicemente riprodotti, non può appartenere alla poesia più di quanto non le appartengano un'immagine fotografica o uno studio di psicologia. La poesia di Mann nasce proprio quando l'iniziale moto di compiacimento dello scrittore, che gode ammirarsi come in uno specchio , cede ad un sorriso di ironia. L'uomo Mann, allora, ne è investito in pieno e da questo punto è lecito dire che Aschlembach e Kroeger, ma ancor più, forse, il protagonista di Cane e padrone , cominciano a vivere di vita indipendente"
Se non si legge il testo in modo referenziale, cercando le figure reali nei personaggi del libro , essi acquistano un significato, per così dire, indipendente, perché questo dipende dalla coerenza testuale: è il testo stesso che conferisce loro un significato; c'è da aggiungere, però, che se a un certo punto all'ironia non venisse in soccorso la pietà per farne figure realmente poetiche, l'ironia in sé non basterebbe. In conclusione, a un livello più astratto del romanzo di Bassani sono compresenti uno sguardo distante, l'ironia , la consapevolezza estetica del testo, ed anche la pietà. Questi due elementi coesistono anche nel Prologo dei Finzi Contini. Al padre che, dando una spiegazione alla figlia delle tombe etrusche presenti nel cimitero secondo connotazioni prevalentemente storiche, evitando ogni coinvolgimento patetico, la bambina risponde evidenziando il profondo legame di affetto che deve permanere nei confronti di quei morti, anche se ormai lontani nel tempo. Grazie

Trascrizione, a cura del personale della Biblioteca Comunale "Giorgio Bassani" di Codigoro, dalla registrazione dell'intervento orale.

 

Comune di Codigoro - Biblioteca "G. Bassani" e Servizio Sistemi Informativi