
Il Prof. Alfonso Serafini interviene nel dibattito
Dall'intervento del Prof. Alfonso Serafini (Dirigente
Scolastico del Polo Superiore di Codigoro) durante l'incontro del 18/04/01 per le
celebrazioni bassaniane.
Il nostro lavoro parte dalle prospettive di una scuola
che è in profondo rinnovamento, in profonda crisi.
E' ormai noto a tutti a quali cambiamenti è soggetta la scuola: i nodi centrali si
possono identificare nella introduzione dell'autonomia e nella riforma dei cicli.
Le nostre scuole, i nostri insegnanti stanno ricercando in questo momento una propria
identità ; identità che si colloca su diversi piani: anzitutto sul piano formativo: ci
si chiede,cioè, a quale lavoro a quale società questa scuola dovrà preparare i ragazzi;
sul piano educativo: questi ragazzi dovranno essere aiutati a scegliere un progetto di
vita, dovremo cioè aiutarli a fare delle scelte di identità; infine sul piano culturale:
i ragazzi devono essere guidati ad interpretare la complessità del mondo nel quale
andranno ad inserirsi.
E'in quest'ottica che abbiamo colto l'invito, arrivato dall'amministrazione di Codigoro
attraverso l'assessore alla cultura, e dall'università di Ferrara attraverso il Prof.
Walter Moretti, ad affrontare uno studio da parte degli studenti sulla figura di Bassani.
Si prenderà spunto da un lavoro già svolto dalla Prof.ssa Piva Ennia, docente di lettere
del nostro Istituto, dal titolo "Ferrara fra letteratura e cinema" , dedicando,
però, esclusivamente l'attenzione al romanzo: "L'airone" di G. Bassani e a un
suo accostamento con l'opera cinematografica "Il grido" di un altro illustre
ferrarese Michelangelo Antonioni.
Il progetto prevede tre momenti: il primo riguarda il paesaggio ferrarese.
Noi sappiamo che Bassani non ebbe mai l'intenzione di scrivere una cronaca di Ferrara: il
centro della sua opera è la tensione fra l'individuo e la società che lo opprime.. Per
rendere più credibili le sue tematiche, per rendere più reali i suoi personaggi Bassani
fa comunque sempre riferimento a luoghi, strade, piazze, osterie reali; in questo modo,
quasi senza volerlo, egli diviene un testimone preciso dei luoghi di Ferrara, del
paesaggio, delle stagioni del clima fisico e sociale presente dentro e fuori le mura. Per
i nostri ragazzi potrebbe essere interessante confrontare il paesaggio considerato come
sfondo o come protagonista delle opere cinematografiche, come trattato nelle stesse opere
cinematografiche, oppure come descritto nelle opere di Bassani e di altri autori.
Il secondo momento va più in profondità; attiene ai suoi personaggi e lo accenno
brevemente.
Partendo dal fatto che molte figure delle sue pagine, pur avendo riscontri precisi legati
alla realtà, nomi e cognomi reali, addirittura ancora viventi, rivestono spesso una
funzione allegorica, rappresentano cioè prototipi di situazioni, di problemi, modi di
pensare della società ferrarese , sarebbe interessante una rilettura delle stesse figure
in chiave attuale. Per dirla con una frase sintetica, usando ricordi scolastici derivanti
dalla lettura del Manzoni, si potrebbe arrivare a dire: così va il mondo o meglio così
andava nei lontani anni quaranta a Ferrara.
Si può prendere in considerazione anche un terzo momento, che scava ancora più in
profondità, fino al cuore della scrittura di Bassani. Cito alcune tematiche in ordine
sparso: l'angoscia della solitudine, il senso di esclusione, la ricerca di significato, la
ricerca di appoggio nella società, il sentirsi respinto o addirittura il sentirsi
nascosto dietro una porta chiusa, con la mano sulla maniglia, in attesa di aprirla ma
conscio che questa porta non si aprirà mai, la ricerca di un senso dell'agitarsi delle
persone con la sensazione che solo il passato, immobile dietro un vetro, riveste il senso
di perfezione e completezza.
Queste tematiche sono state citate molto alla rinfusa; conoscendo invece il mondo dei
giovani sarebbe interessante un parallelo fra le tematiche accennate e quelle spesso
presenti fra i ragazzi fra i 16 e i 18 anni.
Accenno ad alcune, contrapponendole tra di loro: la ricerca del gruppo, dell'approvazione
degli altri, in una parola il senso di appartenenza , e dalla parte opposta il senso di
smarrimento, di solitudine davanti ai problemi, di fragilità dei nostri giovani; così
pure: la tendenza ad affidare il significato della propria vita a quello che pensano tutti
,il "tutti fanno così", mentre all'opposto si tocca con mano l'insoddisfazione
delle risposte pre-confezionate, e la ricerca di un significato: e qui mi rifaccio a
Bassani.
In questo senso ultimo lo studio dell'opera di Bassani da parte degli studenti, potrebbe
essere lo stimolo per un passaggio da un livello culturale ad un livello educativo, e qui
mi riallaccio alla introduzione.
Forse una meta ambiziosa , certo gli insegnanti sono molto competenti e i ragazzi
disponibili.
Noi accettiamo qualsiasi suggerimento e qualsiasi aiuto da parte vostra. |