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Paola Bassani
L'INTERVENTO DELLA PROF.SSA PAOLA BASSANI.

 

UNA "FONDAZIONE" PER GIORGIO BASSANI

La "Fondazione Giorgio Bassani" è stata voluta prima di tutto da noi, figli dello scrittore, certi in questo di esaudire un suo segreto desiderio: più volte, infatti, nel corso dei suoi ultimi anni, Giorgio Bassani aveva accennato a tale progetto e sperato nella sua realizzazione. Desideravamo un luogo in cui l'archivio di mio padre fosse finalmente riunito, custodito, studiato e dove lui continuasse a vivere: un luogo dove tutto fosse permeato della sua presenza e respirasse la sua energia morale e il suo spirito.
Naturalmente, la Fondazione non poteva prendere corpo che a Ferrara o nel territorio circostante, linfa primigenia della ispirazione di Giorgio Bassani, terre da lui tanto amate e cantate.
Certo è che lo stimolo fondamentale alla nascita della Fondazione, alla sua rapida costituzione, è stato lo slancio con cui il comune di Codigoro si è prodigato alla perpetuazione della memoria di nostro padre, quando intitolò a Giorgio Bassani, a un anno dalla sua scomparsa, la propria Biblioteca, fra le più attive della provincia di Ferrara. La Biblioteca di Codigoro è prospiciente quelle acque cantate nell'Airone, l'ultimo romanzo "fuori le mura" di Bassani, che completa, quasi meta di un pellegrinaggio poetico, Il Romanzo di Ferrara. Così, Codigoro ci è parsa la sede ideale per la Fondazione, se non altro per la disponibilità e l'impegno immediatamente dimostrati dal Comune.
Nei locali della Biblioteca Comunale "G.Bassani" di Codigoro destinati alla Fondazione, abbiamo voluto ricostruire, per tutti gli studiosi e gli amanti delle opere dello scrittore, lo studio di lui come era in origine, con i mobili e gli oggetti che lo caratterizzavano e l'atmosfera vagamente monacale che lo abitava. Là abbiamo depositato i suoi libri e le sue riviste, l'epistolario relativo agli anni in cui era vicepresidente della RAI, gli estratti delle sue varie pubblicazioni e i preziosi dattiloscritti de Il giardino dei Finzi-Contini e di Una notte del '43. Non si tratta di un archivio concluso, non più passibile di ulteriore accrescimento: è nostra ferma intenzione raccogliere materiale di studio e di lavoro, raccolto nel tempo da Giorgio Bassani, caparbio revisore di se stesso, tessitore indefesso di una fitta trama di rapporti intellettuali, testimone capitale nello scenario culturale del Novecento italiano.
Quindi, le finalità che la Fondazione si propone sono sia di carattere conservativo, nella volontà di raccogliere e tutelare l'integrità delle carte di Bassani; sia di diffusione e di incentivazione alla conoscenza e allo studio delle sue opere e del suo lavoro. Questa istituzione culturale, prendendo avvio dalla molteplicità degli interessi di Giorgio Bassani, dalla sua personalità così poliedrica, aperta all'analisi e allo studio di tanti aspetti della realtà, vuole promuovere ricerche di varia natura nei diversi campi di indagine in cui si svolse l'operato di nostro padre: dalla letteratura al teatro e alle arti figurative, dall'ambiente alla storia, dallo sport all'impegno politico: un impegno politico volto all'affermazione della libertà individuale, al di là di qualsiasi schieramento partitico.
La Fondazione, pur essendo collocata nella provincia ferrarese, si propone come centro di ambizione internazionale: aperto, dinamico proprio come era mio padre, cittadino di Ferrara e del mondo. A questo scopo, prima iniziativa è quella di istituire delle borse di studio in gemellaggio tra l'Università di Ferrara, già impegnata con un assegno di ricerca, vinto dalla Dott. Micaela Rinaldi, nello studio della poetica di Giorgio Bassani, e prestigiose Università americane. In Canada, negli Stati Uniti Giorgio Bassani è conosciuto e amato; qui ha compiuto una serie di viaggi, a partire dalla metà degli anni '60, per promuovere la cultura italiana; qui, intorno agli anni '70, ha vissuto periodi assai lunghi, collaborando con le Università attraverso seminari di Letteratura Contemporanea, con corsi, tra l'altro, su Pasolini e su Sciascia.
Doveva certo riconoscere negli Stati Uniti un ambiente familiare e stimolante, fervidamente interessato alla cultura italiana, se portò a S.Francisco, per l'Associazione "Italia Nostra", una mostra dedicata all' "Italia da salvare", consapevole della sensibilità degli abitanti di quella città per il problema della tutela ambientale e artistica del "bel paese". Del resto, amici di sempre, tra cui Manlio Cancogni, abitavano in America, pronti ad ospitarlo per periodi di tempo anche lunghi.
Ma Giorgio Bassani non era legato soltanto ai paesi oltre oceano: il suo impegno di promotore della cultura italiana si svolse con grande fervore anche in Europa; frequenti i suoi viaggi in Francia, nel Regno Unito, nei paesi nordici, nell'est. Quando gli veniva richiesta l'autorizzazione per una traduzione delle sue opere in lingua straniera, la sua risposta era sempre affermativa, per quanto vincolata alla qualità della trasposizione linguistica; generalmente non incassava direttamente il compenso, ma chiedeva che venisse depositato nei paesi richiedenti il lavoro, al fine di poter coprire le spese di futuri viaggi durante i quali tenere conferenze, dibattiti e seminari.
Mio padre non disgiunse mai dall'attività poetica la sua funzione di educatore, chiaramente manifestata, nel corso della sua vita, prima come insegnante durante gli anni della segregazione razziale e presso l' "Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio d'Amico"di Roma, ma anche, poi, come redattore, editore e scopritore di talenti letterari: fu un bisogno, il suo, alimentato dalla necessità di contribuire a fare cultura, a educare il paese al bello, all'arte, ai più alti valori civili. Questa esigenza di diffusione del sapere non nasceva da una forma sublimata di narcisismo, di autocompiacimento di sé, ma da un alto ideale estetico-morale. In una intervista domandarono a Giorgio Bassani a quale criterio si richiamasse nella scelta dei testi da pubblicare: mio padre rispose che era attirato da ciò che era diverso e lontano da lui.
Il suo essere grande scopritore di talenti nasceva dal bisogno interiore di riconoscere l'urgenza e la qualità di una vocazione, dalla necessità di saper porgere l'orecchio alle più sottili vibrazioni dello spirito.
Perché la Fondazione sappia onorare Giorgio Bassani, nella vera essenza della sua personalità, dovrà dimostrare di essere veramente curiosa, aperta ad ogni sollecitazione che la ponga al più alto livello di cultura: è in tal modo che intendiamo agire, affinché Giorgio Bassani sia sempre presente a Codigoro, in Italia e nel mondo.

PAOLA BASSANI

 

Comune di Codigoro - Biblioteca "G. Bassani" e Servizio Sistemi Informativi