QUESTO ANTICO
COMUNALE ARCHIVIO
RIFORMATO NEL MDCCXCIV DAL CONTE PIETRO DE-BELLORJ
SOGGIACEVA ALLE ROVINE DEL CADUTO EDIFICIO NEL MDCCCXXVI
SOTTRATTO IN CONFUSO
INSERVIBILE RIESCIVA ALLA PATRIA
PER IL DI CUI BISOGNO NUOVAMENTE RIFORMATO NEL MDCCCLIII
AL BENE PUBBLICO RIDONAVASI

Ill.mi Ssig.ri
La sistemazione
dell'Archivio Comunitativo, che mi ordinaste, e che ora vi si presenta completamente
effettuata, era di si tale importanza da non trascurarsi più oltre, giacchè dopo che
ebbe il medesimo a soffrire l'infortunio di rimanere sepolto sotto il caduto Palazzo
Comunale nel 1826, nel quale si custodiva, rimase fin dà l'ora manomesso, e malconcio,
che ogni orma dell'Antico suo ordine, giorno, per giorno andava perdendo, rendendosi
inutile al bisogno nella ricerca degli atti.
La riforma che Esso aveva ricevuto nell'Anno 1794, a cura dell'allora E.mo Cardinal
Spinelli Legato Alatere di Ferrara, vi ricordava già, come un Conte Pietro De-Bellori ne
avesse formato particolar studio per renderlo utile, compendiandolo in tre Volumi di
Repertorio Storico, che ne dava per l'avvenire ragione di quello che conteneva,
facilitandovi il rinvenire le, cose da più lontani secoli avvenute, a lustro maggiore
della nostra Patria.
Questo ordine per altro perduto affatto vedevasi, e ciò, che di si fatto stabilimento era
più prezioso logoravasi, e andavasi disperdendo, e provaste col fatto l'assoluta
impossibilità le tante volte a rinvenire documenti a difesa delle ragioni, e diritti
vostri, contro la prepotenza, e le indebite pretese di chi ve ne spogliava.
Che se fu di tanta vostra premura in oggi di farlo risorgere alla primiera di lui forma,
togliendolo da quella dimenticanza, e disordine in cui giaceva da ben oltre cinque lustri,
tutta vostra è la gloria, e la soddisfazione di avere procurato alla Patria si grande
vantaggio, e potete andare persuasi, che nella posterità non verrà meno la memoria del
vostro zelo, ed interessamento per il bene pubblico, a tramandargli le cose riportate dai
vostri antenati, imitando così il loro esempio.
Ma perchè ognuno possa esser edotto del modo di facilitare il rinvenimento degli atti
anche dei più antichi, e che registrati si vedono in quel Repertorio Storico, io non vi
posso suggerire altro mezzo che quello lasciatovi dal Riformatore suddetto, cioè di
servirvi del suo Indice nomenclatore col quale potete andar sicuri di ritrovare ciò, che
al bisogno vostro si presenterà, ogni qual volta però diligentemente ne facciate uso,
ponendovi a cognizione del metodo da Esso formato per la ricerca stessa.
Superfluo perciò, e non acconcio apparirebbe ogni nuovo mezzo, che io vi avessi
introdotto nella sistemazione di detto Archivio per l'effetto medesimo, il quale oltre a
togliere il pregio a quell'opera, più difficile sarebbe avvenuto rinvenire gli atti,
attesa la variazione di metodo sulla ricerca, e sarebbe stato per così dire un
moltiplicare gli enti, senza veruna utilità.
Ciò per altro non mi dispensa dal dirvi si è, che poniate ogni cura in opera per
conservare quello stato di riordinamento, che ora ha ricevuto mediante l'indicata
sistemazione, facendo si che questo vi possa in ogni tempo somministrare senza difficoltà
le posizioni e gli atti che vi potranno abbisognare, e per conseguire questo scopo,
procurate che le carte ogni qual volta dall'Archivio verranno estratte, siano con
sollecitudine di nuovo rimesse, nei Tomi, e Cartelle ove appartengono, mentre tralasciando
questa cautela , e diligenza potreste in poco tempo ritornare nel disordine di prima e
perdere tutto in un tratto quella utilità, che ora avete conseguita.
Perchè poi conosciate ciò che fu oggetto di quell'idea da me formata sul ripristinarvi
l'indicato Archivio per rendervelo al più che fosse stato possibile facile all'uso da
farsene sottoposi il medesimo per alfabeto, congiungendo l'antico col moderno, portandolo
ad un eguale uniformità facendo di più parti derivare un corpo solo, così che
dessumendo dall'epoca la più lontana quale si è quella del 1160, riferibile alle memorie
di Pomposa Tom. 1.
Si giunge fino al giorno d'oggi, colla disposizione degli anni, con ordine successivo di
titoli che gli appartengono e spero che questo mezzo di novità lo apprezzerete rendendovi
meno faticosa la ricerca degli atti a cui si riferisce per cui ad onta della voluminosità
dell'Archivio stesso, vi farà giungere a colpo d'occhio in possesso di quello che
formerà motivo della vostra ricerca, allontanandovi da lunghe indagini, le quali fanno
perdere il più sovente il tempo, senza conseguirne l'intento desiderato.
Ma perchè ogni opera di grande o piccola entità possa essere , non viene valutata, e
conosciuta se non dagli effetti, così lodevolissima fu la disposizione, che prendeste a
verificarne la sua importanza, coll'eleggere nel seno vostro una commissione la quale in
unione a questo Illustrissimo Signor Governatore, avesse proceduto al collaudo della
medesima, come diffatti avvenne nei giorni dieci_sette, e dieciotto corrente Maggio, e
quantunque io sia stato soddisfatto per quella imparzialità e Giustizia usata nel
giudicarla, non mi posso esentarmi di rammentarvi di quanta fatica mi potè essere
l'indicata sistemazione perchè oltre di aver dovuto per chiave regolatrice fare uno
speciale studio dei Repertori Storici, che servirono d'impianto in quella riforma del
1794, ebbi a mettere le mani fra carte quà, e là disperse, ed avolte in folta polvere,
ammuffite per l'insalubrità del locale ove d'apprima si custodivano, il contenuto delle
quali meno intelleggibile avveniva, per collocarle sotto le categorie a cui appartenevano.
Che se qualche atto, o documento non vi sarà dato di rinvenire imputate pure la mancanza
a quell'abbandono, che si era fatto per tanto tempo dell'Archivio precisamente del più
antico, onde essendo stato così manomesso dopo quell'infortunio del 1826, con facilità
qualche documento può essere stato sottratto, per cui ora non vi resta, che la cura, e
responsabilità di conservare cioò che avete potuto ricuperare, per allontanare la
riproduzione di quei inconvenienti , in altre epoche sofferti, con danno del ben pubblico.
Consolatevi nonostante che la perdità è insensibile, e forse di cose, che non si avvi
bisogno per l'avvenire, e servitevi della prevenzione, che avete allorchè vi darete a
qualche ricerca sopra atti, che interessare vi potessero, per attribuire ad uno dei su
riferiti motivi il difetto stesso, augurandovi io però, che non abbiate mai ciò a
verificare, e possa invece l'Archivio a seconda del bisogno, somministrarvi quanto
richiederete, per non soffrirne danno da tale mancanza.
Vi avrei potuto compendiare un Indice generale delle mancanze stesse, ma non essendone
stato specialmente incaricato, ho creduto di tralasciarlo, onde non prolungarvi di
soverchio l'operazione, e caricarvi di una spesa maggiore, giacchè la menzione di dette
mancanze d'atti, che per avventura si poteva riscontrare, conveniva farla risultare
mediante il confronto di tutti gli atti e dei Repertori voluminosi e protocolli, su di
che, sarebbe indispensabilmente occorsa ancora l'opera di un amanuense, il quale sotto la
mia direzione l'Indice stesso avesse trascritto.
Questo Indice però con più faciltà oggi lo potete avere quante volte lo crediate
necessario, e voliate sostenerne la relativa spesa per l'impiego del tempo occorribile a
formarlo, e per l'aiuto di un scrittore, indispensabile per detta operazione, ma
riflettete, che il tempo non può essere calcolato se non ponendo mano al lavoro, e che
supererà per certo quello da me impiegato nella sistemazione del ricordato Archivio,
attesa l'immensità delle posizioni d'atti, che esso contiene, e per la varia forma
dattasi nel suo impianto, la quale a tutto l'anno 1794 vi si presenta di un genere tutto
diverso da quella avvenutase in appresso, e durante il corso della Repubblica Francese,
sotto il cui Governo un nuovo metodo fu usato per l'archiviazione degli atti, così dopo ,
e per tutto il corso del Regno Italico, e fino all'anno 1819, nel qual tempo servì a
regola dell'Archivio una diversa tabella disposta in sedici titoli sottoposte alle quali
si vedano molte rubriche, e poscia da quest'ultima epoca a tutt'oggi con nuovo metodo e
tabella le posizioni relative vennero registrate, divise in venti titoli e rubriche
corrispondenti.
Per altro sopra quel poco di cognizione, e pratica, che in oggi mi sono formato del vostro
Archivio, rilevo non essere di tutta quella essenzialità, che può essere creduta la
formazione del suddetto Indice, ed inventario di tutti gli atti indicati per il motivo
della insensibile perdita, che dei medesimi avete potuto fare per l'infortunio
surriferito, che quando bene veniste a cognizione della mancanza stessa, non avreste
conseguito altro scopo, che quello di avere appagato ad un mero atto di curiosità, quando
però l'indice, ed inventario non fosse da voi richiesto per oggetto di controlleria verso
chi ha il peso della custodia dell'Archivio, che se in questo venissero portati i vostri
desideri, resterebbero adempiuti, quando poneste in uso la cautela, ed ordinamento già
l'E.mo Cardinal Paulucci Legato Alatere di Ferrara, dato fino all'anno 1750 con
regolamento per il Consiglio vostro, e custodiva degli atti d'Archivio imponendo l'uso di
doppia chiave.
Con questo mezzo avreste l'effetto buono, che dall'Archivio verun atto verrebbe levato
senza il concorso,e consentimento vostro, e conservato verrebbe la regola di rimetterlo
nel luogo medesimo esaurito che avesse al bisogno,e le sottrazioni verrebbero impedite,
con costante persuasione di una perenne conservazione dell'ordnie presentemente ricevuto.
E non sembrerà poco per certo presso tutti quelli, che dottati di buon senno, e che per
conseguenza sanno apprezzare le cose ben fatte che vi siate data la premura di ricuperare
colla sistemazione medesima, che ora al pubblico interesse si presenta, ciò che era per
così dire perduto nella confusione, ed inservibile rendevasi, comunque per riportare
questo effetto abbiate dovuto sostenere un qualche dispendio, perchè l'utilità che
ognuno ne verrà a ricevere dalla sistemazione stessa, sarà ben più a calcolarsi d'ogni
altra cosa, cui solo per contrarietà al pubblico bene, si credesse contrapporre.
Voi ne riceveste anche gli impulsi dalla superiorità, ed in particolar modo foste
obbligati a ripristinare il ripetuto Archivio nell'ordine conveniente, dalla vista
graziosa, che aveste, or sono due anni, di sua Eccellenza Nostro Signor Delegato che non
senza rammarico nel riscontrare il disordine suo, raccomandava di riordinarlo additandovi,
che il Tesoro della Patria vostra comune, stava appunto nel buon andamento dell'Archivio
stesso; secondaste la volontà del Superiore adempiendo così al dovere vostro, ed ognuno
ve ne sarà riconoscente per il bene che le avete procurato.
Per me , onorato dei vostri suffragi, nell'avermi eletto alla sistemazione medesima in
qualità di Coadiutore al vostro Segretario, che potei effettuarla, condurla a termine
però da me solo nel limitato termine di mesi quattro, atteso non avere potuto il detto
Signor Segretario prestargli per impedimento del proprio ufficio, spero che la mia opera
avrà servito all'intenzione Vostra, lasciandomi la soddisfazione di avere impiegate le
mie fatiche a servizio del pubblico bene, con quella lealtà, e buona fede dell'Uomo
onesto, che se queste, la sorte non avranno di meritare il comun gradimento, io pago sarò
nondimeno di avere potuto dare una prova dell'interesse, ed amore, che alla mia Patria
conservo essendomi prestato a servirla, per quanto l'insufficenza mia poteva concedere in
una si difficile, e laboriosa operazione.
Per il resto poi, pensi, e decida chi vuole, con quella giustizia, ed imparzialità, che
si richiede, e certi sieno, che ad essi mi sottometterò, se con ragioni mi faranno
conoscere gli errori, che posso inconsideratamente aver commessi, con emendarli ove le
forze mie lo potranno permettere.
Codigoro 22 maggio 1853
Giuseppe Guirini |