Diritti e pari opportunità

"I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell'umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l'umanità" (Kofi Annan - Premio Nobel per la Pace - 2001)

La normativa europea definisce il principio di pari opportunità come l'assenza di ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, religione e convinzioni personali, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale e, in generale, contro "qualsiasi forma di discriminazione ...  vietata in tutta la Comunità Europea" (Art. 21, comma 1 - Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea - Nizza 2000) , poiché può pregiudicare il conseguimento di obiettivi, quali il raggiungimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, il miglioramento del tenore e della qualità della vita, la coesione economica e sociale, la solidarietà e la libera circolazione delle persone.

"La partità tra uomini e donne deve essre assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all'adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato" (Art. 23 - Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea - Nizza 2000).

 

 

Inizialmente rivolti alle donne, i principi di pari opportunità e pari dignità sono stati estesi, nel tempo, a diverse forme di discriminazione e, in generale, ogni forma di discriminazione basata sull'età, sull'etnia, sulla fede, che nega per principio a una categoria di persone quei diritti che sono garantiti a tutte le altre, soprattutto nel campo del lavoro e della giustizia.

Sin dalla sua creazione la Comunità Europea ha riconosciuto il principio della parità di retribuzione e, su questa base, ha sviluppato un insieme coerente di leggi mirate a garantire pari diritti in materia di accesso all'occupazione, di formazione professionale, di condizioni di lavoro e, in ampia misura, in materia di protezione sociale.

La moderna normativa sulle pari opportunità è anticipata, in Italia, dalla Costituzione, agli Artt. 2, 3, 37, 51 e 117.
Nel 1996 viene istituito l'Ufficio del Ministro per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Successivamente viene istituito il Dipartimento per le Pari Opportunità, che costituisce la struttura amministrativa e funzionale per la realizzazione delle politiche di parità governative ed assiste il Ministro per le Pari Opportunità.

I principi delle pari opportunità definiti nella normativa europea sono stati recepiti in Italia con il D. Lgs. 215/2003 e il D. Lgs. 2016/2003.

Nel 2006, con il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, vengono fissate le norme in materia di pari opportunità.

Nell'ambito dell'attuazione delle politiche di pari opportunità e non discriminazione, il Dipartimento per le Pari Opportunità promuove iniziative, protocolli d'intesa, progetti nazionali e internazionali volti alla realizzazione di azioni positive, allo scambio di informazioni e buone prassi tra gli attori locali e alla diffusione sul territorio dei valori rappresentati.

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