Mario Zonari
 

Nato a Codigoro nel 1935, ha insegnato matematica e scienze nella scuola media dal 1964 al 1990. Autodidatta in campo pittorico, poco portato alla facile comunicativa, si è rilevato però ben presto un attento ed appassionato interprete del paesaggio padano, tanto da ottenere dalla stampa numerosi consensi ed accenti lusinghieri. Vive e lavora a Codigoro.
 
"La Sacca di Goro"
 
Il parere di un maestro
 
Zonari non segue particolari scuole o tendenze e non si lascia traviare da facili successi; ha saputo dare alla sua pittura una impronta propria, realizzata con studio e sensibilità, ma soprattutto con intelligenza.
(Mario Capuzzo '75)
 
"La forza dei segni"
 
Il parere di un critico
 
Mario Zonari è un pittore che non ha schemi preconcetti, tuttavia, non volutamente, la sua opera sembra situarsi a metà strada tra impressionismo ed espressionismo. Una specie di connubio, del resto, quanto mai interessante: egli è impressionista per la vibrazione quasi fisica dei colori e delle luci; è espressionista nella carica di tensione che sa dare a molte delle sue opere, per la rapidità della pennellata e del segno, per quel fare pittorico quasi impetuoso che sembra urgere dentro di lui.
 
"Paesaggio"
 
Tutto è trasfigurato, ma non deformato, perché l'adesione al soggetto ( fiori, nature morte, paesaggi, ecc. ) è sempre sincero ed appassionato; il soggetto, insomma non è mai un semplice spunto, né un invenzione o una trovata, ma un tema accuratamente scelto e congeniale, da trattare e sviluppare sotto l'impulso di emozioni che si concretizzano in chiave e vive forme stilistiche. Zonari si guarda bene dall'attardarsi nel minuzioso e nel trito, privilegiando anzi la scioltezza e la rapidità della pennellata e del segno, quasi nel timore di vedere svanire il momento di grazia. Ed è proprio questa disinvoltura coloristica e disegnativa che dà ai dipinti un raro senso di immediatezza e notevole intensità espressiva.
 
"Paesaggio n.1"
 
Si intuisce che questa pittura è frutto di una lunga esperienza grafica e di un rigore metodico; in ogni quadro c'è sempre una ricerca di originali ritmi compositivi, di accordi e modulazioni coloristiche nuovi e, in ultima analisi, di solidi valori formali, che vanno ben oltre la descrizione puramente esteriore del soggetto.
(Imo Benelli maggio 1990) 
 
"Paesaggio n.2"
 
"Tavolozza"
 
"Valle dell' Agrifoglio (Codigoro)"
 
"Valli di Porticino (Volano di Codigoro)"