Descrizione
Mercoledì 1° luglio 2026 ore 21.15 CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa
VENICE MONTEVERDI ACADEMY
Sheila Rech direttore del coro
Fabiana Visentin soprano
Marco Petrolli tenore
Nicola Zambon baritono
NATASHA SIDORENKO pianoforte
ALEXANDRA PAVLOVA pianoforte
PERCUSSIONISTI DELL’ORCHESTRA LORENZO DA PONTE ERNEST
HOETZL direttore
PRESENTAZIONE
La sera scende lentamente sul Delta del Po. L’aria di luglio ha quella sospensione leggera che precede gli eventi importanti, come se il tempo stesso sapesse di dover fare spazio a qualcosa di raro. Davanti all’Abbazia di Pomposa, mille anni non sono un numero. Sono un respiro lungo un millennio. Sono mani che hanno scritto, cantato, insegnato. Sono voci che hanno attraversato il silenzio per diventare memoria.
E proprio qui, dove la musica è stata pensata prima ancora che eseguita, tutto ricomincia.
Non con un sussurro, ma con un’esplosione.
Le prime percussioni dei Carmina Burana di Carl Orff irrompono nello spazio come un battito primordiale.
È la ruota della fortuna Venerdì 17 luglio 2026 ore 21.15 CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa Cameristi della Scala e Massimo Mercelli CAMERISTI DELLA SCALA Roberto Nigro violino Olga Zakharova violino Sabina Bakholdina viola Simone Groppo violoncello Giorgio Magistroni contrabbasso MASSIMO MERCELLI flauto Programma Francesco Durante Concerto per archi n. 2 in sol minore.
Giuseppe Tartini Concerto per flauto e archi in sol maggiore G. 291 Antonin Dvoràk Quintetto per archi op. 77 in sol maggiore PRESENTAZIONE C’è un momento, nelle sere d’estate a Pomposa, in cui il silenzio sembra prepararsi ad ascoltare. Le luci si abbassano lentamente, l’aria si fa più densa, e l’Abbazia di Pomposa torna ad essere ciò che è sempre stata: un luogo dove la musica non arriva, ma nasce.
Questa volta, però, lo fa con un’eleganza diversa. Non l’impeto corale, non la forza travolgente di grandi masse sonore. Ma la precisione, il respiro condiviso, l’intimità luminosa della musica da camera.
Entrano i Cameristi della Scala. Non è solo un ensemble: è un frammento della grande tradizione del Teatro alla Scala che si fa essenziale, raccolto, quasi confidenziale. Un dialogo tra solisti che sanno ascoltarsi prima ancora che suonare. I loro strumenti si accordano, e già in quel gesto c’è qualcosa di antico, familiare a queste mura millenarie.
Il primo suono è quello degli archi con il Concerto n. 2 in sol minore di Francesco Durante, la musica si muove con grazia barocca, fatta di equilibri sottili e di tensioni leggere. È una scrittura che sembra guardare indietro nel tempo — e proprio per questo trova in Pomposa una risonanza naturale, quasi inevitabile.
Poi accade qualcosa di diverso. Il suono si apre, si illumina.
Entra il flauto di Massimo Mercelli, e con lui la musica cambia colore. Solista internazionale e direttore ERF vuole rendere un affettuoso omaggio a questo luogo straordinario ed in un’occasione unica come i 1000 anni dell’Abbazia. Nel Concerto in sol maggiore di Giuseppe Tartini, il flauto non è solo protagonista: è voce, racconto, respiro. Si muove sopra gli archi con leggerezza, ma senza mai perdere profondità, come una linea che disegna lo spazio tra terra e cielo.
E in quel momento, tutto sembra sospeso. L’abbazia ascolta. Il pubblico trattiene il fiato. Il tempo si dilata.
Nel Quintetto op. 77 in sol maggiore di Antonín Dvořák gli archi scaligeri diventano racconto collettivo, porta a Pomposa una musica che nasce dalla terra, che canta la natura, che vibra di nostalgia e gioia insieme.
E mentre le ultime note si dissolvono nella notte, resta una sensazione chiara, quasi tangibile: che questi mille anni non sono distanza, ma continuità. Che la musica — da Francesco Durante a Giuseppe Tartini, fino a Antonín Dvořák — non fa altro che attraversare il tempo per tornare sempre qui: in un luogo dove ascoltare significa anche ricordare.
E dove ogni nota, anche la più lieve, diventa parte di una storia lunga mille anni.
CURRICULA CAMERISTI DELLA SCALA la compagine dei Cameristi della Scala è stata fondata nel 1982 ed è formata da musicisti dell’orchestra del Teatro alla Scala. Ha eseguito concerti nei teatri e nelle sale da concerto più prestigiose del mondo, come la Carnegie Hall a New York, la Victoria Hall di Ginevra, l’auditorium dell’MIT di Boston, la sala Ciaikovskij a Mosca, l’Auditorio Nacional di Madrid, il Teatro Coliseo di Buenos Aires, a Parigi nella sede dell’Unesco e nella Salle Gaveau, al Festival Enescu di Bucarest, a Istanbul nell’Hagia Irene e Is Sanat, al Teatro dell’Opera di Varsavia, alla Tonhalle di Zurigo, a Toronto nel Sony Center, nella sede ONU di New York, al Festival delle Isole Canarie e, in molte tournée, in Spagna, Germania, Francia, Svizzera, Svezia, Norvegia, Danimarca, Polonia, Lettonia, Lituania, Serbia, Georgia, Turchia, India, collaborando con artisti come Maxim Vengerov, Gautier Capuçon, Renaud Capuçon, Alexandre Kantorow, Daniel Lozakovich, Khatia Buniatishvili, Jan Lisiecki, David Fray, Renaud Capuçon, Francesco Piemontesi, Sergey Babayan.
Nel gennaio del 2026 i Cameristi debutteranno alla Elbphilharmonie di Amburgo con un programma tratto dall’ultimo lavoro discografico uscito nel 2024 per l’etichetta discografica Claves Records.
Nel 2018 i Cameristi della Scala e l’Étoile Roberto Bolle hanno realizzato,per la serata inaugurale del World Economic Forum di Davos, la prima mondiale dello spettacolo the Seasons.
Nel 2012 i Cameristi hanno ricevuto dalla Provincia di Milano il Premio Isimbardi, destinato alle istituzioni che, con la loro importante attività internazionale, hanno contribuito al prestigio della città di Milano nel mondo. Nel 2011, nell'ambito delle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia e in collaborazione con l'Associazione Musica del Risorgimento, hanno svolto un importante lavoro di ricerca sul repertorio inedito ottocentesco, e hanno realizzato un CD, prodotto in 20.000 copie, dedicato a musiche italiane del periodo risorgimentale. Hanno inoltre curato la pubblicazione, per la casa editrice Carisch, di tre volumi di musiche inedite risorgimentali.
Nel 2010 i Cameristi hanno effettuato una tournée in Israele, suonando, tra l’altro, nell’auditorium Mann di Tel Aviv, e hanno eseguito quattro concerti a Shanghai in rappresentanza della città di Milano all’Expo 2010.
Dal 2007 al 2009 sono stati i protagonisti, in piazza del Duomo a Milano, del Grande concerto d'estate, suonando sul sagrato alto del Duomo davanti a più di diecimila spettatori.
MASSIMO MERCELLI è il flautista al mondo che vanta le più importanti dediche e collaborazioni con i maggiori compositori: hanno scritto per lui o ha eseguito le prime assolute di personalità del calibro di Penderecki, Gubaidulina, Glass, Nyman, Bacalov, Galliano, Morricone, Galliano, Sollima, Piovani e Gabriel Prokofiev.
Autodidatta e poi allievo dei celebri flautisti Maxence Larrieu ed André Jaunet, a diciannove anni diviene primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, vince il “Premio Francesco Cilea”, il “Concorso Internazionale Giornate Musicali” e due edizioni del “Concorso Internazionale di Stresa”.
Massimo suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo: Carnegie Hall di New York, Herculessaal e Gasteig di Monaco, NCPA di Pechino, Teatro Colon di Buenos Aires, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro alla Scala, Auditorium RAI di Torino, Victoria Hall di Ginevra, San Martin in the Fields e Wigmore Hall di Londra, Parco della Musica di Roma, Filarmonica di San Pietroburgo, Filarmonica di Varsavia, Čajkovskij Hall di Mosca, auditorium dell’ONU a New York, Grande Sala del Mozarteum di Salisburgo Filarmonica di Berlino e di Mosca e nei Festival di Ljubljana, Berlino, Santander, Vilnius, San Pietroburgo, Bonn, Festival Cervantino, Rheingau, Jerusalem, Warsaw, collaborando con artisti quali Yuri Bashmet, Valery Gergiev, Krzysztof Penderecki, Philip Glass, Michael Nyman, Massimo Quarta, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Peter- Lukas Graf, Maxence Larrieu, Aurèle Nicolet, Anna Caterina Antonacci, Ramin Bahrami, Albrecht Mayer, Gabor Boldowsky, Jiri Belolhavec, Federico Mondelci, John Malkovich, Igudesman & Joo, Jan Latham-Koenig, Catherine Spaak, Susanna Mildonian, e con orchestre come i Moscow Soloists, i Wiener Symphoniker, i Solisti Veneti, i Cameristi della Scala, la Prague Philarmonia, la Filarmonica di San Pietroburgo, i Virtuosi Italiani, i Salzburg Soloists, la Moscow Chamber Orchestra, la Franz Liszt Chamber Orchestra, i Solisti Aquilani e I Musici.
Tra le tappe più significative della sua carriera ricordiamo la prima esecuzione “Façades” di Philip Glass col compositore al pianoforte, la prima assoluta della cantata di Ennio Morricone “Vuoto d’anima piena”diretta dal compositore stesso, e alla Filarmonica di Varsavia al festival dedicato ai 75 anni di Krzysztof Penderecki; poi in Cina con Luis Bacalov all’Expo di Shanghai e la prima esecuzione mondiale del concerto n. 1 per flauto ed orchestra di Michael Nyman a lui dedicato, Il concerto alla Čajkovskij Hall di Mosca sotto la direzione di Yuri Bashmet eseguendo "Contrafactus " di Giovanni Sollima, anche esso a lui dedicato e quello al MusikVerein di Vienna e la prima mondiale del nuovo concerto a lui dedicato da Sofia Gubaidulina e la partecipazione al concerto di apertura del Festival per gli 80 anni di Krysztof Penderecki alla Filarmonica di Varsavia e al concerto dedicato all’Italia a Sochi durante le Olimpiadi.
A livello discografico ricordiamo il CD Massimo Mercelli performs Philip Glass con l’integrale della musica per flauto di Philip Glass edito da “Orange Mountain Record”, la casa discografica di Philip Glass, Bach Flute Sonatas con Ramin Bahrami per DECCA, poi ancora per DECCA il nuovo cd Bach SansSouci con Ramin Bahram, e su RAI5 una serie di 5 documentari a loro dedicati sulle sonate di Bach. Ha eseguito in prima esecuzione Jade, concerto a lui dedicato da Richard Galliano al Festival di Izmir con la presenza sul palco del compositore.
Nel novembre 2018 è stato l’unico italiano invitato a partecipare al Festival per gli 85 anni di Krysztof Penderecki alla Filarmonica di Varsavia. Nel 2019, per il suo compleanno, ha eseguito al Teatro alla Scala di Milano il Concerto n.2 di Michael Nyman, a lui dedicato e nel 2020, sempre al Teatro alla Scala, il Notturno Passacaglia di Ennio Morricone, anche esso a lui dedicato; nel 2021, al teatro degli Arcimboldi di Milano si è esibito a fianco di John Malkovich. Nel 2022 è stato solista nel Dante concerto scritto per lui da Gabriel Prokofiev e nel 2023 della 1° esecuzione di Tre fenomeni di Nicola Piovani a lui dedicati e diretti dal compositore che gira, è il destino che si impone, è la vita che non chiede permesso. E all’improvviso il Medioevo non è più lontano. I testi antichi, nati negli stessi secoli in cui Pomposa cresceva e insegnava al mondo la musica, ritornano a vibrare tra queste pietre. Ma non come reliquia: come forza viva, fisica, irresistibile.
Il suono prende corpo.
Il coro della Venice Monteverdi Academy si alza come un’onda, compatto e luminoso. Le voci non raccontano: travolgono. Poi emergono, una dopo l’altra, come figure in un affresco che prende vita, le voci del soprano Fabiana Visentin, luminoso e sospeso, quella tenorile di Marco Petrolli, ironico e teatrale e il baritono di Nicola Zambon, profondo, terreno, umano.
Sotto, due pianoforti — Natasha Sidorenko e Alexandra Pavlova — costruiscono un paesaggio sonoro che pulsa, respira, incalza. Le percussioni amplificano il ritmo, lo rendono inevitabile. E al centro di tutto, a tenere insieme energia e visione, la direzione di Ernest Hoetzl: gesto preciso, tensione continua, architettura del suono.
Ma il vero protagonista resta il luogo. Perché mentre la musica cresce, qualcosa accade: i mille anni dell’Abbazia non stanno semplicemente venendo celebrati. Stanno risuonando. Ogni colpo, ogni voce, ogni silenzio sembra trovare una risonanza antica, come se queste mura riconoscessero ciò che accade.
Come se tutto fosse già stato qui, e allo stesso tempo fosse completamente nuovo.
Non è solo un concerto. È un incontro tra tempi, tra chi ha cantato qui mille anni fa e chi canta oggi. Tra la nascita della musica scritta e la sua energia più contemporanea. E quando l’ultima nota si spegne, resta una sensazione precisa, difficile da dimenticare: che la musica non appartiene al passato.
La attraversa. La trasforma. La tiene viva.
E a Pomposa, da mille anni, continua a ricominciare.
CURRICULA VENICE MONTEVERDI ACADEMY È una formazione corale di musicisti professionisti sorta in seno all’associazione omonima nel 2013, con l’intento di creare un organismo vocale e strumentale in grado di affrontare l’interpretazione del repertorio monteverdiano e non solo, ponendosi come obiettivo l’ideale musicale di Monteverdi stesso: il rifarsi all’antica tradizione del far musica, del produrre musica, ma soprattutto dell’essere musica (prologo dell’Orfeo “io la musica son, ch’a i dolci accenti so far tranquillo ogni turbato core, ed or di nobil ira, ed or d’amore posso infiammar le più gelate menti.”).
Il coro ha debuttato presso la Basilica Dei Frari nel maggio 2013, eseguendo il “Vespro della Beata Vergine” di Monteverdi in diretta radio europea ed accolto con grande successo ed ampi consensi da pubblico e critica.
Altrettanti consensi sono giunti in occasione delle celebrazioni per il 350° anniversario della nascita di Monteverdi, dove, in collaborazione con tutte le “Istituzioni Monteverdiane” di Venezia (Scuola Grande San Rocco, Basilica dei Frari, Basilica di San Marco il coro ha eseguito i concerti con il repertorio monteverdiano più rappresentativo dell’opera del “divin Claudio”, registrate da ORF1 e Deutschlandfunk, nell’ambito dell’European Broadcasting Union (EBU). Oltre ad una lunga serie di trasmissioni dalla ORF1 la Venice Monteverdi Academy ha prodotto diversi CD per la FRABERNARDO: B. Marcello, Il pianto e il riso delle 4 stagioni; C. Monteverdi, Vespro della Beata Vergine; A.
Caldara: Il morto redivivo ovvero Sant’Antonio di Padova; e per RCA G. F. Haendel: Dixit Dominus, A. Vivaldi Gloria.
PERCUSSIONISTI dell’ORCHESTRA “LORENZO DA PONTE” Raggruppa alcuni dei migliori musicisti dell’area mitteleuropea, provenienti da alcune delle più qualificate orchestre.
Il gruppo, che ha sede ad Asolo, prende il nome da Lorenzo Da Ponte (fino a quattordici anni Emanuele Conegliano), geniale librettista la cui fama è indissolubilmente legata a quella di Wolfgang Amadeus Mozart. Eredi dello spirito di questa importante figura del teatro musicale, che tanto ha contribuito allo sviluppo della cultura e dell’opera italiana nel mondo, i componenti dell’orchestra si prefiggono di coltivare e proseguire il rapporto privilegiato tra la cultura e la musica italiana e l’Europa, attraverso esecuzioni al tempo stesso fedeli al modello originale e all’avanguardia nel panorama internazionale. L’Orchestra è specializzata nel repertorio barocco e classico, e si trova perfettamente a suo agio sia con strumenti originali che con strumenti moderni. Al progetto dell’Orchestra Lorenzo da Ponte hanno aderito solisti di fama internazionale come Salvatore Accardo, Alexander Lonquich, Thomas Christian, Bruno Canino, Viktoria Mullova, Alfred Mitterhofer, Bernard Naoki Hedenborg, Fabio Biondi, Alexander Janiczek, René Clemencic, Kristian Bezuidenhout, Alois Brandhofer, Christina Brabetz e diversi altri. L’Orchestra si esibisce regolarmente in Italia, Austria, Svizzera, etc. collaborando con diverse radio di stato (RAI, ORF, WDR, etc).
Ha al suo attivo diverse produzioni CD.
L’orchestra ha iniziato l’esecuzione del ciclo delle Nove Sinfonie di Beethoven presso la Konzerthaus di Vienna risultando così essere la prima orchestra italiana ad eseguire nella capitale austriaca il ciclo beethoveniano su strumenti d’epoca.
ERNEST HOETZL studioso dalla curiosità innata, laureato in filosofia e filologia antica, con studi di latino, greco e sanscrito, presso l’Università di Graz.
Diplomato in direzione d’orchestra con Milan Horvat all’Università delle arti di Graz, è attualmente Dottore in Filosofia musicale e Professore in Storia della Musica e Direzione d’orchestra presso la stessa Università (Universität für Musik und darstellende Kunst Graz/Università per la Musica e le Arti Figurative di Graz).
Spesso definito come un ambasciatore austriaco della musica, Ernest Hoetzl collabora regolarmente con più di 80 orchestre in tutto il mondo: la Bombay Chamber Orchestra, la Philippine Philharmonic Orchestra,.Delhi Symphony Orchestra di Nairobi (Kenya), Manila Symphony, Sinfonica di Monterrey (Messico), Festival Orchestra Penang (Malesia), Orchestra Classica di Madeira, Orchestra Sinfonica di Stato Adana (Turchia), Orchestra da Camera di Teheran, Orchestra de l' Institut Musical Alger (Algeria), ecc.
Inoltre, è direttore ospite di prestigiose orchestre quali Wiener Concertverein al Musikverein di Vienna, Teatro alla Scala di Milano, Philharmonie Berlin, Rudolfinum Prag, Bregenzer Festspielen, Armenian Philharmonic Orchestra, Orchestra Filarmonica di Toronto, Orquestra Metropolitana Lisboa in Portogallo; Sinfonica di Singapore, Filarmonica di Brno, Orchestra Sinfonica di Budapest, ecc. Dirigendo a Pyongyang e Changwon è l'unico direttore ad aver lavorato in entrambe le Coree con la Murandong National Symphony Pyongyang della Corea del Nord, e la Changwon Symphony della Corea del Sud.
È stato il primo musicista occidentale ad esibirsi nell'Iran postrivoluzionario.
Nel 2008 è stato insignito dell'Ordine d'oro per meriti per la Repubblica d'Austria dal Presidente di stato, e nel 2009 ha ricevuto l'Ordine di grandi meriti dello Stato della Carinzia da parte del governo della Carinzia.
È Direttore artistico del Musikverein Kärnten, del Concorso “International Wörthersee Music Scholarship”, e della Società di Musica della Carinzia (Musikverein Kärnten).
Nel 1996 è stato pubblicato dalla casa editrice viennese Böhlau il suo libro "Heute Musikgeschichte? Versuch einer Perspektive" (Storia della musica oggi? Tentativo di una prospettiva”).
Venerdì 17 luglio 2026 ore 21.15 CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa
Cameristi della Scala e Massimo Mercelli
CAMERISTI DELLA SCALA
Roberto Nigro violino
Olga Zakharova violino
Sabina Bakholdina viola
Simone Groppo violoncello
Giorgio Magistroni contrabbasso
MASSIMO MERCELLI flauto
Programma
Francesco Durante Concerto per archi n. 2 in sol minore.
Giuseppe Tartini Concerto per flauto e archi in sol maggiore G. 291
Antonin Dvoràk Quintetto per archi op. 77 in sol maggiore
PRESENTAZIONE
C’è un momento, nelle sere d’estate a Pomposa, in cui il silenzio sembra prepararsi ad ascoltare. Le luci si abbassano lentamente, l’aria si fa più densa, e l’Abbazia di Pomposa torna ad essere ciò che è sempre stata: un luogo dove la musica non arriva, ma nasce.
Questa volta, però, lo fa con un’eleganza diversa. Non l’impeto corale, non la forza travolgente di grandi masse sonore. Ma la precisione, il respiro condiviso, l’intimità luminosa della musica da camera.
Entrano i Cameristi della Scala. Non è solo un ensemble: è un frammento della grande tradizione del Teatro alla Scala che si fa essenziale, raccolto, quasi confidenziale. Un dialogo tra solisti che sanno ascoltarsi prima ancora che suonare. I loro strumenti si accordano, e già in quel gesto c’è qualcosa di antico, familiare a queste mura millenarie.
Il primo suono è quello degli archi con il Concerto n. 2 in sol minore di Francesco Durante, la musica si muove con grazia barocca, fatta di equilibri sottili e di tensioni leggere. È una scrittura che sembra guardare indietro nel tempo — e proprio per questo trova in Pomposa una risonanza naturale, quasi inevitabile.
Poi accade qualcosa di diverso. Il suono si apre, si illumina.
Entra il flauto di Massimo Mercelli, e con lui la musica cambia colore. Solista internazionale e direttore ERF vuole rendere un affettuoso omaggio a questo luogo straordinario ed in un’occasione unica come i 1000 anni dell’Abbazia. Nel Concerto in sol maggiore di Giuseppe Tartini, il flauto non è solo protagonista: è voce, racconto, respiro. Si muove sopra gli archi con leggerezza, ma senza mai perdere profondità, come una linea che disegna lo spazio tra terra e cielo.
E in quel momento, tutto sembra sospeso. L’abbazia ascolta. Il pubblico trattiene il fiato. Il tempo si dilata.
Nel Quintetto op. 77 in sol maggiore di Antonín Dvořák gli archi scaligeri diventano racconto collettivo, porta a Pomposa una musica che nasce dalla terra, che canta la natura, che vibra di nostalgia e gioia insieme.
E mentre le ultime note si dissolvono nella notte, resta una sensazione chiara, quasi tangibile: che questi mille anni non sono distanza, ma continuità. Che la musica — da Francesco Durante a Giuseppe Tartini, fino a Antonín Dvořák — non fa altro che attraversare il tempo per tornare sempre qui: in un luogo dove ascoltare significa anche ricordare.
E dove ogni nota, anche la più lieve, diventa parte di una storia lunga mille anni.
CURRICULA CAMERISTI DELLA SCALA la compagine dei Cameristi della Scala è stata fondata nel 1982 ed è formata da musicisti dell’orchestra del Teatro alla Scala. Ha eseguito concerti nei teatri e nelle sale da concerto più prestigiose del mondo, come la Carnegie Hall a New York, la Victoria Hall di Ginevra, l’auditorium dell’MIT di Boston, la sala Ciaikovskij a Mosca, l’Auditorio Nacional di Madrid, il Teatro Coliseo di Buenos Aires, a Parigi nella sede dell’Unesco e nella Salle Gaveau, al Festival Enescu di Bucarest, a Istanbul nell’Hagia Irene e Is Sanat, al Teatro dell’Opera di Varsavia, alla Tonhalle di Zurigo, a Toronto nel Sony Center, nella sede ONU di New York, al Festival delle Isole Canarie e, in molte tournée, in Spagna, Germania, Francia, Svizzera, Svezia, Norvegia, Danimarca, Polonia, Lettonia, Lituania, Serbia, Georgia, Turchia, India, collaborando con artisti come Maxim Vengerov, Gautier Capuçon, Renaud Capuçon, Alexandre Kantorow, Daniel Lozakovich, Khatia Buniatishvili, Jan Lisiecki, David Fray, Renaud Capuçon, Francesco Piemontesi, Sergey Babayan.
Nel gennaio del 2026 i Cameristi debutteranno alla Elbphilharmonie di Amburgo con un programma tratto dall’ultimo lavoro discografico uscito nel 2024 per l’etichetta discografica Claves Records.
Nel 2018 i Cameristi della Scala e l’Étoile Roberto Bolle hanno realizzato,per la serata inaugurale del World Economic Forum di Davos, la prima mondiale dello spettacolo the Seasons.
Nel 2012 i Cameristi hanno ricevuto dalla Provincia di Milano il Premio Isimbardi, destinato alle istituzioni che, con la loro importante attività internazionale, hanno contribuito al prestigio della città di Milano nel mondo. Nel 2011, nell'ambito delle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia e in collaborazione con l'Associazione Musica del Risorgimento, hanno svolto un importante lavoro di ricerca sul repertorio inedito ottocentesco, e hanno realizzato un CD, prodotto in 20.000 copie, dedicato a musiche italiane del periodo risorgimentale. Hanno inoltre curato la pubblicazione, per la casa editrice Carisch, di tre volumi di musiche inedite risorgimentali.
Nel 2010 i Cameristi hanno effettuato una tournée in Israele, suonando, tra l’altro, nell’auditorium Mann di Tel Aviv, e hanno eseguito quattro concerti a Shanghai in rappresentanza della città di Milano all’Expo 2010.
Dal 2007 al 2009 sono stati i protagonisti, in piazza del Duomo a Milano, del Grande concerto d'estate, suonando sul sagrato alto del Duomo davanti a più di diecimila spettatori.
MASSIMO MERCELLI è il flautista al mondo che vanta le più importanti dediche e collaborazioni con i maggiori compositori: hanno scritto per lui o ha eseguito le prime assolute di personalità del calibro di Penderecki, Gubaidulina, Glass, Nyman, Bacalov, Galliano, Morricone, Galliano, Sollima, Piovani e Gabriel Prokofiev.
Autodidatta e poi allievo dei celebri flautisti Maxence Larrieu ed André Jaunet, a diciannove anni diviene primo flauto al Teatro La Fenice di Venezia, vince il “Premio Francesco Cilea”, il “Concorso Internazionale Giornate Musicali” e due edizioni del “Concorso Internazionale di Stresa”.
Massimo suona regolarmente nelle maggiori sedi concertistiche del mondo: Carnegie Hall di New York, Herculessaal e Gasteig di Monaco, NCPA di Pechino, Teatro Colon di Buenos Aires, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro alla Scala, Auditorium RAI di Torino, Victoria Hall di Ginevra, San Martin in the Fields e Wigmore Hall di Londra, Parco della Musica di Roma, Filarmonica di San Pietroburgo, Filarmonica di Varsavia, Čajkovskij Hall di Mosca, auditorium dell’ONU a New York, Grande Sala del Mozarteum di Salisburgo Filarmonica di Berlino e di Mosca e nei Festival di Ljubljana, Berlino, Santander, Vilnius, San Pietroburgo, Bonn, Festival Cervantino, Rheingau, Jerusalem, Warsaw, collaborando con artisti quali Yuri Bashmet, Valery Gergiev, Krzysztof Penderecki, Philip Glass, Michael Nyman, Massimo Quarta, Ennio Morricone, Luis Bacalov, Peter- Lukas Graf, Maxence Larrieu, Aurèle Nicolet, Anna Caterina Antonacci, Ramin Bahrami, Albrecht Mayer, Gabor Boldowsky, Jiri Belolhavec, Federico Mondelci, John Malkovich, Igudesman & Joo, Jan Latham-Koenig, Catherine Spaak, Susanna Mildonian, e con orchestre come i Moscow Soloists, i Wiener Symphoniker, i Solisti Veneti, i Cameristi della Scala, la Prague Philarmonia, la Filarmonica di San Pietroburgo, i Virtuosi Italiani, i Salzburg Soloists, la Moscow Chamber Orchestra, la Franz Liszt Chamber Orchestra, i Solisti Aquilani e I Musici.
Tra le tappe più significative della sua carriera ricordiamo la prima esecuzione “Façades” di Philip Glass col compositore al pianoforte, la prima assoluta della cantata di Ennio Morricone “Vuoto d’anima piena”diretta dal compositore stesso, e alla Filarmonica di Varsavia al festival dedicato ai 75 anni di Krzysztof Penderecki; poi in Cina con Luis Bacalov all’Expo di Shanghai e la prima esecuzione mondiale del concerto n. 1 per flauto ed orchestra di Michael Nyman a lui dedicato, Il concerto alla Čajkovskij Hall di Mosca sotto la direzione di Yuri Bashmet eseguendo "Contrafactus " di Giovanni Sollima, anche esso a lui dedicato e quello al MusikVerein di Vienna e la prima mondiale del nuovo concerto a lui dedicato da Sofia Gubaidulina e la partecipazione al concerto di apertura del Festival per gli 80 anni di Krysztof Penderecki alla Filarmonica di Varsavia e al concerto dedicato all’Italia a Sochi durante le Olimpiadi.
A livello discografico ricordiamo il CD Massimo Mercelli performs Philip Glass con l’integrale della musica per flauto di Philip Glass edito da “Orange Mountain Record”, la casa discografica di Philip Glass, Bach Flute Sonatas con Ramin Bahrami per DECCA, poi ancora per DECCA il nuovo cd Bach SansSouci con Ramin Bahram, e su RAI5 una serie di 5 documentari a loro dedicati sulle sonate di Bach. Ha eseguito in prima esecuzione Jade, concerto a lui dedicato da Richard Galliano al Festival di Izmir con la presenza sul palco del compositore.
Nel novembre 2018 è stato l’unico italiano invitato a partecipare al Festival per gli 85 anni di Krysztof Penderecki alla Filarmonica di Varsavia. Nel 2019, per il suo compleanno, ha eseguito al Teatro alla Scala di Milano il Concerto n.2 di Michael Nyman, a lui dedicato e nel 2020, sempre al Teatro alla Scala, il Notturno Passacaglia di Ennio Morricone, anche esso a lui dedicato; nel 2021, al teatro degli Arcimboldi di Milano si è esibito a fianco di John Malkovich. Nel 2022 è stato solista nel Dante concerto scritto per lui da Gabriel Prokofiev e nel 2023 della 1° esecuzione di Tre fenomeni di Nicola Piovani a lui dedicati e diretti dal compositore
Mercoledì 22 luglio 2025 ore 21.15
CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa
Piazzolla ritrovato:
The rough dancer and the cyclical night
CUARTET
Roberto Porroni chitarra
Adalberto Ferrari clarinetto e C melody
Marija Drincic violoncello
Marco Ricci contrabbasso
LAURA BORROMEO e ROBERTO ORRU ballerini
ELDA OLIVIERI voce recitante
Per rivivere in modo integrale le emozioni legate alle magiche serate del 1987 a New York
PROGRAMMA
ASTOR PIAZZOLLA
THE ROUGH DANCER AND THE CYCLICAL NIGHT
ricostruzione ed elaborazioni di Roberto Porroni
Prologue
Milonga for three
Street tango
Milonga picaresque
Leonora’s love theme
Knife fight
Prelude to the Cyclical Night
Butcher’s death
Tango Etude
Milonga for three (reprise)
Bailongo
Leonora’s love theme
Tango apasionado
Prelude to the Cyclical Night (reprise)
PRESENTAZIONE
Nel 1987 l’Intar Hispanic American Arts Center di New York commissiona ad Astor Piazzolla una produzione teatrale che doveva comprendere musica, danza e poesia.
Piazzolla concepisce uno dei suoi lavori più belli e intensi, con la creazione di The Rough Dancer and The Cyclical Night, comprendente 14 brani, alcuni ballati, intervallati a recitazione di testi, basandosi sul poema La notte ciclica di Luis Borges.
È un autentico capolavoro musicale del compositore argentino che incide, fortunatamente, in un LP dal titolo omonimo. La cosa davvero sorprendente è che, nonostante Piazzolla appartenga al nostro tempo e sia così noto ed eseguito, queste musiche, così come la traccia dell’intero spettacolo, sono andate completamente perdute.
Per ridare vita a queste musiche straordinarie non rimaneva altro che ricostruire dal prezioso LP le note suonate da Piazzolla e dal suo gruppo, un lavoro lungo e complesso cui mi sono dedicato con grande passione e che ha consentito di far rinascere, con questo progetto, lo spettacolo creato a New York.
Roberto Porroni CURRICULA CUARTET è un originale ensemble che intende proporre in una nuova dimensione timbrica la musica brasiliana e argentina del ‘900, con l’intento di valorizzare l’aspetto più colto della musica brasiliana di autori come Villa Lobos, Gnattali, Jobim, Gismonti, Pixinguinha e di proporre gli aspetti meno noti della musica argentina di Piazzolla e Guastavino.
La differente estrazione dei musicisti, affermati concertisti che si sono esibiti per le più importanti istituzioni musicali in tutto il mondo, consente una visione davvero originale di questo repertorio e questa proposta sta incontrando significativi consensi in vari paesi europei presso i pubblici più diversi. Dopo il primo CD Brasilar, hanno da poco registrato il loro secondo CD Piazzolla nascosto che sta avendo grande successo.
ROBERTO PORRONI è uno dei più noti esponenti del concertismo chitarristico. Vincitore di numerosi concorsi giovanili, si è perfezionato con Julian Bream e John Williams.
È stato invitato in Spagna da Andrés Segovia iniziando una brillante carriera internazionale che lo ha portato ad esibirsi in tutta Europa, in America del Nord, in Medio Oriente, in Estremo Oriente (Giappone, Corea, Singapore, Vietnam), in Sud Africa, in America Centrale e del Sud, in Australia. È uno dei pochissimi chitarristi a livello mondiale ad essersi esibito come solista con orchestra alla Philarmonie di Berlino (debutto nel 2017) e ha suonato per le maggiori istituzioni concertistiche: Musikverein di Vienna, Teatro alla Scala di Milano, Gewandhaus di Lispia, Fairfield Hall di Londra, Filarmonica di San Pietroburgo, World Bank Auditorium di Washington, Mac Millan Theatre di Toronto, Simon Fraser University di Vancouver, Musikhalle di Amburgo, Palacio de Queluz di Lisbona, Ateneo di Madrid, Accademia Chopin di Varsavia, Seul Arts Center, Oji Hall di Tokyo, Melba Hall di Melbourne, Teatro Colon di Buenos Aires.
Ha inoltre partecipato ad alcuni dei più importanti festival quali Dubrovnik Summer Festival, Berliner Festtage, Gewandhaus Festtage, Miami Festival. Collaboratore della Radio Televisione Italiana, per cui ha curato molte trasmissioni sulla chitarra, ha registrato anche per numerose emittenti straniere.
Ha inciso in prima esecuzione i manoscritti per chitarra di Niccolò Paganini, dei quali ha curato anche la revisione critica, importante evento nel mondo musicologico.
Grande successo hanno riportato le sue tournée in Russia, Canada e Stati Uniti (dieci tournée), dove si è esibito nelle principali città (Chicago, Washington, New York, Detroit, Miami, Toronto, Montreal, Vancouver, Ottawa, Houston) e in Estremo Oriente (sette tournée), con concerti nelle più importanti sale dalla Oji Hall di Tokyo al Seoul Arts Center.
È autore di numerose trascrizioni per chitarra di musiche pianistiche del primo '900, radunate nel suo CD "Dal pianoforte alla chitarra" che ha riscosso unanimi consensi di pubblico e di critica, seguito da un CD dedicato alla musica chitarristica del primo '800. Nel 1996 ha fondato l'Ensemble Duomo, con cui si è esibito in tutto il mondo per le più importanti istituzioni musicali con tournée in Giappone, Argentina, Brasile e in numerosi paesi europei.
Ha avviato poi una intensa opera di valorizzazione delle colonne sonore di Pino Donaggio che gli ha dedicato un Concerto per chitarra e orchestra che è stato eseguito in prima mondiale a Milano il 18 maggio 2022.
È direttore artistico di numerosi festival in Lombardia tra i quali "I Concerti della Domenica" e “San Maurizio in Musica” a Milano, “Festival Tra lago e Monti” e all’estero del Festival "Musica e Natura" (Grigioni - Svizzera).
Si è laureato in Lettere, con tesi in Storia della Musica, presso l'Università Statale di Milano.
LAURA BORROMEO e ROBERTO ORRU sono due dei più affermati ballerini di tango oggi in Italia, si sono esibiti con le compagnie di tango di maggior pregio a livello internazionale.
ELDA OLIVIERI nei 40 anni della sua articolata carriera, intrapresa in età giovanissima, spazia dal teatro alla televisione, dagli sceneggiati radiofonici alla pubblicità, dal doppiaggio per cinema e televisione, alla direzione di doppiaggio per Rai, Cecchi Gori, Medusa Film, Istituto Luce, Sky, Sky Arte, Cartoon Network, Boing, DeaKids le principali emittenti televisive terrestri e satellitari e per il cinema.
Ha lavorato in teatro e in televisione al fianco di alcuni dei più importanti interpreti della storia dello spettacolo: da Rossano Brazzi a Ugo Pagliai, da Andrea Giordana a Milena Vukotic, da Ernesto Calindri a Ottavia Piccolo. Nota e apprezzata voce di volti e personaggi famosi (Fanny Ardant, Charlotte Rampling, Judy Garland, Ally Mc Beal, Lara Croft, solo per citarne alcuni).
Venerdì 31 luglio 2026 ore 21.15 CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa
From the Golden Age of Swing to Modern Soul
TOSCANINI ACADEMY
La Toscanini Big Band
BEPPE DI BENEDETTO direttore
PROGRAMMA
Glenn Miller
In the Mood
Chattanooga Choo-Choo
Moonlight serenade
Benny Goodman
Sing Sing Sing
Duke Ellington
Take the “A” Train
Caravan
Frank White Meacham
American Patrol
Gordon Goodwin
Count Bubba
Johnny Green
Body and Soul
Quincy Jones
Soul Bossa Nova
Bill Conti
Gonna Fly Now
Bob Mintzer
Slo Funk
Average White Band
Pick up the Pieces
PRESENTAZIONE
C’è stato un tempo in cui le sale da ballo vibravano al ritmo dello swing, quando le orchestre facevano sognare intere generazioni e ogni nota era un invito a lasciarsi andare. Questo concerto attraversa alcune delle pagine più iconiche della storia della musica per big band, mettendo in dialogo epoche, linguaggi e personalità artistiche che hanno definito — e continuano a ridefinire — il suono del jazz e delle sue evoluzioni. Un percorso sonoro che parte dall’eleganza scintillante degli anni ’30 e ’40 per arrivare alle pulsazioni sofisticate del soul e del funk contemporaneo.
Protagonista è la Toscanini Academy Big Band, un ensemble di 17 giovani musicisti che rappresentano una nuova generazione di interpreti: strumentisti formati tra studio rigoroso e pratica d’insieme, capaci di affrontare il grande repertorio con rispetto stilistico ma anche con una vitalità contemporanea. Sotto la guida di Beppe Di Benedetto, la formazione trova un equilibrio tra precisione orchestrale e libertà espressiva, qualità essenziali per restituire autenticità a un repertorio così ricco e stratificato.
Si apre con l’inconfondibile swing di Glenn Miller, tra le atmosfere travolgenti di In the Mood, il fascino ferroviario di Chattanooga Choo-Choo e la dolcezza senza tempo di Moonlight Serenade. Il ritmo si accende con l’irresistibile energia di Sing, Sing, Sing di Benny Goodman, mentre le sonorità raffinate di Duke Ellington prendono vita in Take the “A” Train e nell’esotica Caravan.
Accanto a questi capisaldi, il repertorio si apre a sviluppi successivi e contaminazioni, tra marce jazzistiche e arrangiamenti iconici come American Patrol di Frank White Meacham, per poi spingersi verso territori più contemporanei: la brillante scrittura di Count Bubba di Gordon Goodwin, la sensualità intramontabile di Body and Soul, e il groove sofisticato di Soul Bossa Nova di Quincy Jones.
Non manca un tocco cinematografico con l’epica Gonna Fly Now, né l’energia moderna del jazz orchestrale di Slo Funk di Bob Mintzer. Il concerto si chiude in un’esplosione di ritmo con Pick Up the Pieces degli Average White Band, dove il soul e il funk incontrano la potenza della big band, mettendo in evidenza la versatilità della formazione e la sua capacità di affrontare repertori diversi mantenendo coesione e identità.
Un concerto che è molto più di una successione di brani: è un racconto musicale, un ponte tra epoche e stili, un omaggio alla grande tradizione e alla sua continua evoluzione.
CURRICULA LA TOSCANINI ACADEMY è un progetto orchestrale innovativo della Fondazione Arturo Toscanini, realizzato in collaborazione e con il sostegno della rete culturale della Regione Emilia-Romagna. Nata nel 2020 da percorsi di Alta Formazione per dare un’opportunità di lavoro ai giovani, è formata da musicisti under35 selezionati tra le eccellenze musicali emergenti, con evidenti qualità solistiche e poli-strumentistiche.
Cifre stilistiche e musicali sono l’interazione e la fusione di generi e stili differenti, la qualità performativa di eccellenza e la forte innovatività progettuale.
Ogni musica proposta viene scelta, elaborata, trascritta, arrangiata all’interno del Laboratorio NEXT, per creare un timbro orchestrale dalla spiccata personalità e un repertorio caratterizzante e unico.
Quattro gli ambiti musicali di riferimento: sinfonico-operistico in chiave pop/rock (rielaborazioni/trascrizioni dal grande repertorio); incidental music (musica per danza e prosa, musical e cabaret); global music (musica delle tradizioni popolari nazionali e internazionali); soundtrack (colonne sonore, musica per arti visive, games, cortometraggi, docufilm).
La Toscanini NEXT è una community orchestra che in quattro anni di attività è stata protagonista di circa 200 concerti, portando la musica nelle piazze, nelle periferie cittadine, nei luoghi della cultura e della memoria, per avvicinarsi al pubblico anche nei luoghi più periferici e non tradizionali e creare nell’ascoltatore una nuova consapevolezza dell’esperienza musicale.
Ha debuttato nel 2020 al Teatro Regio di Parma con Mogol.
Tra le produzioni più importanti si ricordano la partecipazione a Festival Verdi, Festival Toscanini, Festival Mundus, Emilia Romagna Festival Summer, Festival Scorre, Festival Angelica con Shaloma Locomotiva Orchestra 44+1 insieme a Mirco Mariani; inoltre si ricordano i tour estivi che hanno portato in modo capillare sul territorio circa 200 concerti tra i quali: Next for Verdi, Next for Toscanini, Piazzolla 100!, Americhe, Film Music, Opera and Pop, Dear Giulietta ed il grande Concerto di Natale al Teatro Regio di Parma con Wayne Marshall.
Nel 2022 La Toscanini NEXT ha oltrepassato i confini regionali e nazionali con un tour di concerti in Italia, in Brasile e in Germania ed inoltre ha partecipato a progetti musicali inclusivi e ad alta accessibilità (Concertosa. Il Fantaregno della Musica; Il libro più bello).
Nel 2023 a Bologna La Toscanini NEXT e Cristina Zavalloni sono stati i protagonisti del concerto NEXT Christmas! Fin dalla fondazione, direttore principale è Roger Catino, che ne cura anche trascrizioni e gli arrangiamenti.
BEPPE DI BENEDETTO è un Trombonista, Compositore e Arrangiatore. La sua passione per la musica inizia in un momento ben preciso, a 12 anni, quando il suo papà tornò a casa con una strana custodia nera nelle sue mani. All’interno c’era uno strumento musicale, luccicante, profumava di nuovo. La continua curiosità di catturare i segreti della musica, hanno portato Beppe ad avere la possibilità di condividere il palcoscenico con molti importanti artisti della scena nazionale ed internazionale: Eumir Deotado, Solomon Burke, Bob Mintzer, Burt Bacharach, Mario Biondi, Paul Anka, Dee Dee Bridgewater, Hengel Gualdi, Jovanotti, Antonella Ruggero, Fabrizio Bosso, Lorenzo Tucci, Daniele Scannapieco, Giovanni Amato, Claudio Filippini, Andrea Tofanelli, Massimo Manzi, Ellade Bandini, Christian Meyer, Michael Rosen, Ernesstico, Mark Harris, Luca Mannutza, Alessandro Magnanini, Tullio De Piscopo e molti altri.
Beppe Di Benedetto ha collaborato con vari artisti in progetti discografici: Jovanotti (Collettivo Soleluna, Jovalive 2002), Mario Biondi (I Love You More, If, Yes You Live, Due), Alexia (Gli Occhi Grandi Della Luna), Jazz Art Orchestra (8 1⁄2 , Drums), Kikkombo (Freddo Freddo, Wild Bloom); ha collaborato per qualche anno con varie produzioni televisive per Rai e Mediaset, è stato arrangiatore e direttore della CB Band Orchestra.Dal 2006 Beppe collabora con Mario Biondi (una delle più grandi voci della scena italiana di jazz e soul) nei suoi Tour in tutto il mondo come trombonista ed arrangiatore.
Beppe è stato votato tra i primi 10 Trombonisti jazz italiani dai lettori di Jazzit all'interno del concorso Jazzit Awards 2011 e 2013
Giovedì 6 agosto 2026 ore 21.15 CODIGORO Parco S. Guido Abate, Abbazia di Pomposa
Tempo
MAURO MUSSONI QUINTET
Mauro Mussoni contrabbasso
Simone La Maida sassofono, flauto
Massimo Morganti trombone
Massimiliano Rocchetta pianoforte
Manuel Giovannetti batteria
TEMPO
Misurabile ma non tangibile.
Lo attraversiamo; più o meno consapevolmente. Ognuno
vive il suo. Tutti lo viviamo insieme.
I suoi effetti sono inevitabili.
Si manifesta nel cambiamento delle cose. Ne abbiamo
sempre troppo poco.
Chi lo perde, chi tenta di guadagnarlo o di ingannarlo.
È una lotta impari.
Il Tempo è eterno, invincibile.
La sua percezione è mutevole, relativa; la sua legge inesorabile.
Fondamentale in musica.
Il Tempo guarisce le ferite
Il Tempo è tiranno
Il Tempo è denaro
Diamo tempo al tempo
ma Tempus fugit...
quindi chi ha Tempo non aspetti Tempo.
Una dedica alla più affascinante e misteriosa dimensione.
Il terzo album del quintetto di Mauro Mussoni nasce da riflessioni e considerazioni attinenti al tempo e a tutti i suoi significati. Ogni singolo brano ha una stretta connessione con il concetto di tempo: un momento, un periodo, uno stato di coscienza, un’esperienza, un passaggio attraverso un luogo particolare.
Inoltre i brani insieme sono connessi in maniera da riprodurre l’andamento di una giornata ed i vari momenti che la scandiscono; diverse situazioni emotive ricorrenti come lo slancio, la riflessione, la pausa, un incontro, un piccolo rituale, la malinconia. Una sinusoide, un’energia che si rinnova e che si ripete in maniera costante ma imprevedibile
La ricerca timbrica è evoluta in funzione di una sonorità dolce e vitale. Le voci avvolgenti del trombone di Massimo Morganti e del flauto di Simone La Maida diventano incisive quando sostenute dal clarinetto basso di Achille Succi. A completare la sezione fiati si aggiunge il canto del sax alto e soprano (Simone La Maida). In questa gamma di sonorità Massimiliano Rocchetta al pianoforte è il collante che abbraccia i fiati e li sposa con la ritmica calda e nervosa del contrabbasso di Mauro Mussoni e della batteria di Manuel Giovannetti arricchita di effetti percussivi.
Buon viaggio (nel “Tempo”)
A chi è rivolto
A tutti
Luogo
Quanto costa
Gratuito
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Data Ultimo Aggiornamento: 26/06/26 11.57