Silvano Occhiali
 


OCSI a Ferrara, nel settembre 1998 - LAURA ROSSI presenta questo suo allievo:
Sono lieta di presentare Silvano Occhiali, che ho conosciuto nel Marzo 1997 a Ferrara, in occasione delle mie lezioni di pittura e scultura. Sono rimasta subito colpita da questo "autodidatta" dal talento quanto mai interessante. Col passare del tempo ho visto le sue pennellate diventare sempre più sicure e rapide, tanto da raggiungere, ora, un ritmo quasi insuperabile. La sua è una pittura istintiva e spontanea: ama la natura e le sue tele sono una vera e propria esplosione di colori.

 

 

La pittura è uno dei modi a disposizione dell'uomo per esprimersi e comunicare con gli altri: la pittura di Occhiali non inganna sguardo e sentimento, ma va diritto al cuore dell'osservatore, quale immagine di serena gratitudine per il mondo che lo circonda (fiori, piante, paesaggi....).

Come un germoglio nascosto sotto la rude scorza di un albero, questo umano talento vuole e deve uscire allo scoperto, perchè è mia convinzione che tale opportunità non andrà sprecata e che tanta sensibilità non andrà delusa.
Settembre 1998 - Laura Rossi 

 

 

Scrive di OCSI Mario Spadoni
"Le opere, si distinguono e si caratterizzano con luce cromatica ed immagini e paesaggi che Ocsi esprime con un sentimento d'angoscia e al tempo stesso di speranza. Rendere omaggio a Lucio Battisti o a Remo Brindisi o a Padre Pio dedicando loro un ritratto è, per Ocsi, come un atto di venerazione, che esprime con suoi colori, spesso forti e che, ripeto, colgono le tristezze della vita. Anche scorci di paesaggio padano vallivo, soprattutto del nostro Delta, come quelli suggestivi di Comacchio, o della Abbazia di Pomposa, li coglie nei momenti non sempre ridenti estivi, ma con una luce umida e di tramonto.
 



SILVANO OCCHIALI è un artista inquieto che vorrebbe scoprire velocemente tutti i segreti di questa arte, e non solo, ma i tanti inspiegabili segreti della vita. E' importante, per lui, che cerchi sempre di cogliere la "poesia" che la natura ci offre, e nella quale possiamo gustare il bello e il piacevole."
Giugno 1999 - Mario Spadoni